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Giovedì, 22 Febbraio 2018
Ultimo agg: 21 Febbraio 2018, 19:07
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Asilo nido Gavina, 5 Stelle: «che sia solo uno spot elettorale?»

Le preoccupazioni del consigliere comunale Caterina Grimaldi.

VOGHERA (PV) - Martedì 23/1 u.s. si è riunita la Commissione Servizi Sociali e Istruzione, convocata su sollecitazione di tutti i Consiglieri di minoranza, con un unico punto all’Ordine del Giorno: Asilo Nido Gavina. Erano presenti, oltre ai membri della Commissione con l’Assessore Avv. Virgilio e il Dirigente Dott. Marrapodi, alcuni cittadini, in particolare mamme che hanno bambini iscritti al Gavina. Da parte dell’Assessore è stata ufficializzata la decisione di mantenere aperto l’Asilo Nido solamente fino all’anno scolastico 2018/2019 con l’assunzione di una sola educatrice.

Preoccupato il MoVimento 5 Stelle vogherese, come spiega il consigliere comunale pentastellato Caterina Grimaldi: «poiché nessuna assicurazione è stata data dall’Assessore in merito alla necessità di mantenere attiva a lungo termine l’apertura dell’Asilo Comunale – adducendo come scusante di non avere potere decisionale e competenza in merito alle assunzioni e alle risorse economiche da destinare a questo Servizio, in quanto sarebbero di esclusiva pertinenza della Dirigenza del Servizio Affari Generali e del Servizio Finanziario – sono intervenuta sottolineando quanto segue:
– la localizzazione di asili nido e scuole materne comunali deve essere numerosa, ben diffusa all’interno dei quartieri, raggiungibile a piedi e deve servire bacini d’utenza anche piccoli;

– l’apertura dell’Asilo Nido Gavina limitata al solo 2019, aggrava i problemi degli utenti del servizio pubblico, paventando l’intento di volere spingere le famiglie verso le strutture private che a Voghera si stanno insediando a dismisura, sulle quali potrebbe essere difficile effettuare un efficace controllo sulla qualità del servizio e sull’assoluto rispetto delle normative vigenti;

– la chiusura dell’Asilo Nido Gavina e il conseguente spostamento presso l’Asilo Nido di Pombio, aggraverebbe i costi e la gestione del tempo delle mamme lavoratrici che attualmente effettuano il percorso casa-asilo-lavoro a piedi,
costringendo le stesse ad utilizzare l’automobile per coprire, per esempio, la maggiore distanza tra l’Asilo di Pombio e la Stazione Ferroviaria, (in aperta contraddizione con l’annunciato Progetto MetroMinuto che l’uso
dell’automobile dovrebbe disincentivare);

– i dati forniti dal Settore Servizi Sociali e Istruzione relativi al quinquennio 2013/2014 – 2017/2018 – da me richiesti per conoscere i costi di gestione dell’Asilo Nido Gavina, il numero degli iscritti frequentanti e in lista di attesa e il numero di educatrici – evidenziano di fatto la già avvenuta progressiva dismissione di questo fondamentale servizio pubblico, infatti:

– le educatrici sono scese da 10 a 6 causa per cui gli iscritti frequentanti sono scesi da 43 a 23 con conseguente aumento degli iscritti in lista di attesa che da zero sono passati a 18, dato che di per se conferma la forte domanda di servizio ancora in essere;

– i costi di gestione ammontano a poco più di 371.000 Euro/anno: circa 270.000 Euro per il personale (73%), circa 22.000 Euro acquisto beni alimentari, igienicosanitari e manutenzioni ordinarie (6%), circa 23.000 euro per utenze (6%), circa 57.000 Euro per affidamento esterno pulizia e supporto cucina (15%); 

– la copertura proviene in parte dai contributi regionali (54.500 Euro) e in parte dalle tariffe utenza (circa 65.000 Euro), rimanendo a carico della fiscalità comunale oltre 251.000 Euro (68%);

– se si riportasse la capacità dell’Asilo Nido a 45 iscritti frequentanti e ad almeno 8/9 educatrici, i maggiori costi del personale potrebbero essere compensati innanzi tutto da un oculato intervento di controllo di gestione sui costi delle
utenze e degli affidamenti esterni, e in parallelo, dal maggiore numero delle tariffe utenza e dai maggiori contributi regionali; la copertura dei costi derivanti dalla fiscalità comunale rimarrebbe inalterata in termini monetari, ma
notevolmente ridotta in termini percentuali, scendendo dal 68 al 45%.

La scusante che viene addotta per limitare nel tempo l’apertura dell’Asilo Nido Gavina è che vi sono ipotetici maggiori costi e vincoli normativi per nuove 2 assunzioni, ma queste sono le solite scusanti dell’Amministrazione Barbieri quando si tratta di dismettere un servizio pubblico essenziale, che invece dovrebbe essere reso ai cittadini con continuità e a lungo termine. 

Un’Amministrazione Comunale che per un evento come la Sensia – che si svolge una sola volta all’anno e che si dovrebbe ripagare da solo – ha chiuso l’edizione 2017 con un deficit di 126.000 Euro; la stessa Amministrazione Comunale che è stata duramente richiamata da una recente sentenza della Corte dei Conti per avere effettuato, nel triennio 2013-2015, spese non obbligatorie per oltre 1.000.000 di Euro! Quanti costi e quanti stipendi per servizi pubblici essenziali si sarebbero potuti pagare con questi veri e propri sperperi di denaro pubblico

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