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Mercoledì, 18 Ottobre 2017
Ultimo agg: 17 Ottobre 2017, 19:41
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Corpi nudi contro l'omofobia: il libro «censurato» da Facebook arriva a Voghera. Intervista all'autore.

L'autore Antonio Mocciola presenterà «Addosso - Le Parole dell' Omofobia» all'associazione Voghera È. 

Sabato 14 ottobre alle 17:30 presso la sede dell’associazione Voghera È in via Felice Cavallotti 16 verrà presentato il libro Addosso – Le parole dell’omofobia (Iemme Edizioni). Un progetto fotografico di sconvolgente attualità, crudo ed essenziale: sui corpi nudi di uomini e donne il giornalista Antonio Mocciola ha scritto 111 frasi omofobe, tratte dall'ampio repertorio di politici, ecclesiastici e personaggi pubblici vari. 

Ciao Antonio. È un piacere ritrovarti a qualche mese di distanza dalla presentazione de Le belle addormentate.
Addosso racconta “le parole dell’omofobia”. Come nasce l’esigenza di iniziare questo racconto?
Dal fatto che non ne posso più, e come me tanti, dell'irresponsabilità di certi personaggi pubblici. Le parole sono pietre, e non sempre davanti ad un teleschermo, o ad un quotidiano, ci sono persone avvedute che sono in grado di filtrare certi messaggi. Forse anche un libro come questo può servire. Voglio crederci. Mi basta, per adesso, la forte risposta del pubblico, essendo il libro già in ristampa a 10 giorni dall'uscita, e le bellissime parole di Anna Concia e Monica Cirinnà, che hanno molto apprezzato e incoraggiato l'idea.

111 frasi omofobe su altrettanti corpi nudi. Perché la scelta di svestire i modelli protagonisti?
Per ribaltare il concetto dell'oscenità. È una provocazione ovviamente: lo scandalo è nella frase, non in un corpo, innocente per sua natura.


«Svestiamo le parole della loro accezione negativa, così “frocio” non sarà più offensivo». Lo pensano in molti. È una delle strade possibili?
Si, certo. È l'intenzione che c'è dietro una parola a renderla volgare. Ho visto e sentito gente che senza alcun turpiloquio ha espresso un indice elevatissimo di volgarità. È l'essenza che arriva, prima ancora del linguaggio.

Carmine Miceli è il fotografo autore degli scatti. Gli hai dato delle direttive o hai lasciato libero sfogo alla sua creatività?
Me lo ha presentato l'editore, Gino Solito, con cui Carmine già collabora da tempo. È entrato da subito in sintonia col progetto, ed è nata anche una bella amicizia. DIciamo che sul tipo di scatti abbiamo collaborato al 50%. Ci si confrontava in tempo reale. È stato un lavoro bello ma anche molto complicato, bisognava aggirare ogni pericolo di morbosità, e nello stesso tempo mettere a proprio agio i modelli.

Il libro è arricchito da un testo di Fabio Canino. Perché proprio lui?
Perché é uno dei pochissimi personaggi pubblici ad essersi esposto. Per lui ho grande stima e poi abbiamo le stesse passioni: Giuni Russo e Umberto Bindi, come dice nel suo libro. Ci legano anche affinità elettive.

Perché la scelta di un libro e non, per esempio, di una mostra fotografica?
Allestisco sempre una piccola mostra, durante le presentazioni. Sono pannelli di foto tratte dal libro, e fanno molta "atmosfera".

Ti piace come viene affrontato il tema dell’omofobia in contesti televisivi come quello del Grande Fratello VIP o Domenica Cinque?
Ma sai, tutto serve. Anche delle macchiette, anche delle evidenti costruzioni autoriali, riescono a fare entrare nelle "famiglie" il concetto che i gay esistono. C'è Malgioglio e c'è Tiziano Ferro, c'è Fabio Canino e Gianni Vattimo, c'è Crocetta e Cecchi Paone. Prima o poi l'argomento sarà solo un pour-parler, e non un caso nazionale. Ma questa è solo un'anomalia italiana. La D'Urso comunque si spende molto per la causa, e questo le fa onore. Io penso più al fine, che ai mezzi.

Il mese scorso Facebook ha “sospeso” il tuo profilo per 24 ore, ritenendo “inappropriati” i contenuti del libro. Cosa ne pensi?
Penso che l'ottusità del web sia persino commovente. Ci sono profili costruiti apposta per distruggere la Boldrini, o gli stranieri. Lì tutto bene. Ma è un mare magnum incontrollabile. Totalmente senza regole, e soprattutto senza criterio. La censura del web è coincisa, peraltro, con l'ingresso del libro in hit parade. L'effetto è sempre contrario. Dovrebbero saperlo, là dietro...

Quale ruolo stanno svolgendo i social network nella lotta all’omofobia e, al contempo, nel diffondersi dell’omofobia?
Ci sono bellissime ondate di sdegno, ma anche situazioni disgustose, in cui con la scusa di provocare si lanciano messaggi orripilanti. Certi passaggi a "La zanzara" mi hanno inquietato, o ad esempio quel che accade ogni tanto a Radio Maria. I social sono solo la cassa di risonanza di quel che senti in tram o al mercato, con l'aggravante di essere sgrammaticate. Mi sgomenta il fallimento della scuola, forse più ancora dell'omofobia!

Voghera e Pavia sono due delle tante tappe di presentazione del libro in giro per l’Italia. Qual è la reazione delle persone di fronte a quest’ opera? Cosa ti chiedono e cosa ti raccontano?
C'è imbarazzo e curiosità per i nudi integrali, ma poi alla fine si parla (per fortuna) soprattutto della violenza delle frasi. Spesso il pubblico mi racconta di proprie esperienze, è normale e bello che sia così. Dopo le tappe che hai citato andrò in tutta Italia ed anche all'estero: il 18 ottobre ho Berlino ed il 29 Novembre Bruxelles, ad esempio. All'estero non possono credere che siamo ridotti così male. Da lontano, certi fenomeni come Adinolfi o Brosio, sono barzellette da aperitivo. Da noi, spesso, prendono milioni di voti, o di cachet. Il che è uguale.

L’incontro di sabato sarà moderato da Michela Pompei di “Coming Aut – Arcigay Pavia”. Seguirà un aperitivo presso l’Nvidia Cafè in Piazza Fratelli Bandiera. 

Marco Bidone Cignoli

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